Categorie e Tag: come organizzare i contenuti

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Uno degli argomenti più sottovalutati sia in ambito progettuale, che di usability per l’utente, così come per la SEO, è il modo corretto e più funzionale per utilizzare due strumenti fondamentali: Categorie e Tag.

Ci sono parecchie domande da porsi per conoscere bene l’argomento:

  • Che differenza c’è tra categorie e tag?
  • Qual’è il numero ottimale di categorie da impostare?
  • È corretto assegnare un post a più categorie?
  • C’è un limite di tag che possiamo assegnare ad ogni post?
  • I tag funzionano come parole chiave?
  • Che vantaggi abbiamo in termini SEO ad usare le categorie invece che i tag e viceversa?

Con questo articolo facciamo chiarezza su tutti questi punti.

Cosa sono i Tag e le Categorie?

Nella nomenclatura di WordPress sia le categorie che i tag sono note come tassonomie.

Il loro scopo è quello di ordinare i contenuti dandogli così una architettura, migliorare l’usabilità del sito e agevolare l’esperienza utente.

In parole povere, consentono di navigare trasversalmente attraverso determinati argomenti, tralasciando l’ordine cronologico canonico degli articoli e consentono di lavorare su una base di dati organizzati su una struttura ben definita.

Se si visita un blog con centinaia di articoli, riuscire a trovare l’argomento che si sta cercando può diventare abbastanza complesso.

L’utilizzo corretto di questi semplici ma fondamentali strumenti, renderà il tuo sito più utile a chi lo sta visitando, perché riuscirà ad informarsi velocemente su un intero argomento.

Dove puoi utilizzare Categorie e Tag

Dopo avere installato WordPress puoi trovare le categorie e i tag solamente all’interno del singolo post.

Questo è di default su WordPress ma, molto spesso, quando si installa un tema o un plugin, puoi ritrovarti delle nuove tassonomie inerenti all’applicazione appena installata.

Per esempio, se usi WooCommerce, avrai nel menu Prodotti anche le categorie e i tag inerenti ai prodotti.

Se installi un tema che utilizza un sistema a portfolio come Enfold avrai Elementi di Portfolio > Tag e Portfolio Categories.

Quindi puoi capire come categorie e tag siano gli strumenti usati da WordPress per l’organizzazione di un determinato contenuto.

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Le Categorie

Le categorie sono state pensate per raggruppare i tuoi articoli (o altre tipologie di contenuti, come abbiamo appena visto) e rappresentano i macro-argomenti che tratta il tuo sito.

Pensa ad esempio ad un blog che raccoglie ricette, le categorie potrebbero essere la tipologia della portata: antipasti, primi, secondi, contorni, dessert.

Le categorie sono gerarchiche.

Questo significa che una singola categoria può avere delle sotto-categorie, come una sorta di Matrioska.

Questa possibilità è importante utilizzarla soprattutto in siti con molti argomenti, dove racchiudere tutto sotto uniche macro-categorie, visto la vastità dei contenuti, può risultare troppo dispersivo per l’utente.

Un esempio di sotto-categorie, rifacendoci al blog di cucina, sono i secondi di pesce, secondi di carne, secondi vegetariani, ecc…

I Tag

I tag hanno lo scopo di descrivere dettagli più specifici del tuo post. Per esempio potrebbero essere gli ingredienti utili per realizzare le ricette.

I tag non sono gerarchici e non si possono creare sotto tag. È importante, inoltre, utilizzare tag che presumiamo possano essere riutilizzati, nella stessa forma, in articoli futuri, in modo da creare così una ragnatela di contenuti.

Differenza fra categorie e tag

Dopo averle descritte entrambe, le differenze sono ben chiare, ma ce ne sono un paio su cui vale la pena soffermarsi.

1. La categoria è obbligatoria

WordPress, di default, inserisce una categoria base “senza categoria” proprio perché, la sua struttura di programmazione prevede il raggruppamento dei post.

Spesso, chi non ha bisogno di creare più categorie, tende a rinominarla come “news” o simili.

I tag, al contrario, sono opzionali e potrebbero anche non essere mai utilizzati.

Un’altra differenza che le separa è il modo in cui influenzano i permalink, ovvero la struttura delle URL. Molto spesso infatti la struttura permalink comprende l’utilizzo della categoria.

2. La categorie rientra nella URL del singolo articolo.

http://www.tuosito.it/primi-piatti/risotto-allo-zafferano

Chi utilizza il plugin Yoast SEO è abituato ad utilizzare le sue impostazioni per eliminare la categoria dalla URL.

Lo si fa per rendere la URL più breve e portare le keywords più vicine possibile al nome dominio.

Ora questa impostazione viene sconsigliata.

Mantenendo la categoria nella URL diamo al nostro sito una struttura più visibile, apprezzata dagli utenti, ma anche dai motori di ricerca.

Inoltre, chi utilizza Analytics (fondamentale per capire il proprio pubblico), può essere facilitato nell’analizzare le singole categorie e capire quale porta più traffico.

Anche nelle pagine archivio di categorie e tag le ritroviamo entrambe presenti nella URL.

http://www.tuosito.it/categoria/primi-piatti

http://www.tuosito.it/tag/farina

Qual’è il numero ottimale di categorie da impostare per un sito?

Fino alla versione 2.5, WordPress non prevedeva il supporto dei tag.

Ciò ha creato siti con una lista di categorie molto lunga perché, chi aveva molti argomenti da organizzare, aveva la necessità di utilizzarle indistintamente sia per i macro-argomenti, che per i più piccoli dettagli.

Quando gli sviluppatori hanno inserito anche i tag si è subito notato come l’usabilità del sito, sia in termini di navigazione utente che dal punto di vista editoriale, sia immediatamente migliorata.

Tutto questo per dire che, a livello funzionale, non esiste un numero ottimale di categorie utilizzabili.

Il numero deve essere determinato dalla complessità del sito su cui si lavora.

WordPress è uno strumento molto flessibile che, se aiutato dal buon senso di chi lo sfrutta, può davvero fare la differenza.

Quando stai per impostare le prime categorie, cerca di essere il più generico possibile, inserisci solamente le grandi tematiche del tuo sito.

In futuro potrai, se se ne presenterà la necessità, aggiungerne di nuove o, nel caso in cui un particolare ramo del tuo settore diventi troppo ampio, decidere di suddividerne qualcuna in sotto-categoria.

I blog e i siti si evolvono ed è impossibile sperare nel “buona la prima” lasciando il progetto al proprio destino.

Uno dei momenti più importanti nello sviluppo di un sito web è la progettazione, come spieghiamo nell’articolo Come Creare un blog.

Armato di carta e penna devi fare la prima pianificazione della struttura dei contenuti, ovvero decidere le categorie.

Ricordati che, per affinare la ricerca, puoi affidarti ai tag.

SUGGERIMENTO : Se poi vedrai che, andando avanti con il lavoro ci saranno dei tag ricorrenti, che raccolgono molti consensi, potresti anche pensare di trasformarli in una sotto-categorie dell’argomento in cui sono inseriti, intervenendo quindi sulla struttura del tuo blog.

È corretto assegnare un post a più categorie?

Non è l’ideale, ma possibile.

La URL dell’articolo infatti comprende una sola categoria.

Se ad un post assegni più categorie, quale viene scelta per essere inserita nella URL? Allora vuol dire che l’articolo appartiene maggiormente a l’una piuttosto che l’altra…

Nelle più recenti versioni di WordPress, però questa opzione viene comunque data, permettendo di selezionare quale sia la categoria primaria che appare nella URL.

Il mio consiglio è comunque di limitarti a selezionarne una sola, ricordandoti che hai sempre e comunque a disposizione sia le sotto-categorie che i tag.

Certo, a volte ti potrebbe capitare di trovarti in situazioni “ambigue”, ma se hai steso bene la struttura questo non dovrebbe essere un problema ricorrente.

Inoltre riuscire a scrivere articoli SEO friendly, quindi più pertinenti possibili ad un determinato argomento, farà la differenza in termini di qualità dei contenuti.

Non avere paura quindi di ripensare e ristrutturare la gerarchia dei tuoi argomenti; se pensi che possa migliorare l’esperienza utente, sentiti libero di apportare tutte le modifiche necessarie.

L’unica cosa a cui dovrai fare attenzione è che se cambia la struttura cambiano anche le URL, ossia i link che portano ai tuoi articoli.

Dovrai quindi utilizzare un plugin come Simple 301 Redirect per informare i motori di ricerca e reindirizzare l’utente nel caso richieda la vecchia struttura URL.

Questo argomento lo trattiamo anche in una lezione del Corso SEO.

C’è un limite di tag che possiamo assegnare ad ogni post?

No, non esistono limiti ai tag inseribili, ma occorre ricordare che lo scopo di un tag è mettere in relazione più post.

I tag sono il filo conduttore dei tuoi argomenti, tramite i quali, chi naviga sul tuo sito, può passare da uno all’altro mantenendo il cervello “sintonizzato” su una sola tematica.

È per questo che un numero troppo elevato, a meno di articoli immensi che trattano più argomenti, è di solito poco giustificabile.

Categorie e Tag: cosa è meglio per la SEO?

Una delle domande più ricorrenti quando si parla di posizionamento è proprio sul modo più corretto di utilizzo di questi due parametri.

Non esiste un modo “migliore”: categorie e tag sono stati sviluppati per lavorare in simbiosi e speriamo che la lettura di questo articolo ti abbia aiutato a capirne le differenze.

Entrambe possono, se possibile e ha senso, targhettizzare le parole chiave del tuo vertical, della tua nicchia, ricordandoti che devi scrivere, sia per le categorie che per i tag, anche le meta title e meta description.

Queste verranno registrate nei meta dati sulle pagine di archivio che, se ben fatte, possono aiutare i motori di ricerca a capire meglio la struttura e i contenuti del tuo sito.

Inoltre se prenderai decisioni volte a migliorare l’esperienza utente, i motori di ricerca se ne accorgeranno e, sul lungo periodo, premieranno il tuo lavoro.

Concludiamo dicendo che un argomento apparentemente superficiale come le categorie e i tag, se ben conosciuto, può effettivamente diventare un’arma per avere un sito migliore sotto tutti i punti di vista.

Se hai bisogno di delucidazioni, siamo a disposizione nei commenti.

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