Fotoritocco

Anche se non sei un appassionato di fotografia avrai sicuramente sentito parlare di fotoritocco.

L’enciclopedia online recita questa definizione: ritocco fotografico, eseguito con mezzi fotochimici o, per immagini in formato digitale, attraverso appositi software.

Erroneamente infatti si può pensare che il fotoritocco sia nato con l’avvento della fotografia digitale, ma non è così.

Fin dalla nascita della fotografia tradizionale si sono utilizzati diversi accorgimenti volti a migliorare la qualità complessiva dell’immagine, intervenendo sia sui negativi che sulle pellicole stampate.

Venivano però utilizzati o procedimenti chimici, rivolti principalmente a rendere i colori più brillanti e a rafforzare i contrasti tra le forme, o interventi fisici sui negativi.

La fotografia digitale ha introdotto una serie infinita di possibilità in più.

Oggi, grazie ai software di fotoritocco, si possono ricreare con un click tutte le principali tecniche usate in passato, ma con un po’ di conoscenza e di pratica in più, si raggiungono risultati senza limiti.

Cosa puoi fare con il fotoritocco?

Il fotoritocco possiamo definirlo come un insieme di tecniche, grazie alle quali si può:

  • Modificare i colori di un’immagine.
  • Modificare la composizione fotografica utilizzando ad esempio il fotomontaggio.
  • Modificare il soggetto di una foto.
  • Migliorare la qualità dell’immagine.
  • Rimuovere difetti o elementi indesiderati della composizione.
  • Aggiungere elementi all’immagine.
  • Creare composizioni tra più foto.
  • Creare effetti artistici.
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Quali software utilizzare?

Di soluzioni per il fotoritocco se ne possono trovare moltissime.

Si possono utilizzare software specifici o si possono addirittura sfruttare dei servizi online.

Il re indiscusso del mercato rimane sempre e comunque Photoshop, di cui abbiamo il video corso qui su Webipedia.

Il software della Adobe è sicuramente lo strumento più completo a disposizione, tanto da imporsi da anni come lo standard usato da tutti i professionisti del settore.

Photoshop, breve storia di un mito

Era il 1987 e Thomas Knoll stava lavorando alla sua tesi col suo “nuovissimo” Mac Plus della Apple.

Ad un certo punto si verificò un problema, il display in bianco e nero del computer non riuscì ad aprire un’immagine in scala di grigio.

Da quel giorno iniziò a lavorare (come un vero hacker) fino a scrivere un codice che risolvesse il problema.

Nello stesso periodo, sorprendentemente, anche suo fratello stava lavorando a qualcosa di simile.

John Knoll infatti era dipendente presso la Industrial Light and Magic, una divisione della Lucasfilm’s dedicata agli effetti speciali per il primo Star Wars.

Durante una vacanza in famiglia, i due ebbero modo di confrontarsi e John notò che il software era molto simile a quello che usava con Pixar, un computer realizzato ad hoc dalla IML per processare le immagini digitali.

Rimase talmente impressionato dal codice del fratello che da quel giorno iniziarono a collaborare assiduamente fino a trasformarlo in un programma di elaborazione digitale completo.

La prima release

Nacque così Display, la prima vera e propria versione del programma che oggi tutti conosciamo.

Non passò molto tempo che, grazie al più recente Macintosh II a colori, Display abbandonò la monocromia e venne integrato con nuove funzionalità come la correzione cromatica e il salvataggio in diversi formati.

Bastò solo un anno di lavoro per ampliare Display moltissime altre funzioni, come i metodi di selezione, gli aggiustamenti di tono, il bilanciamento dei colori, e la correzione di tinta e saturazione.

Nel 1988 era sufficientemente avanzato per essere proposto commercialmente: Display cambiò nome in ImagePro.

Iniziò così la lunga ricerca di investitori.

Non fu un processo facile (anche perché Thomas continuava a cambiare nome al prodotto).

La leggenda narra che il nome Photoshop sia stato suggerito da un potenziale editore durante una demo, ma non ci sono notizie certe in merito. Appena fu riscontrato che non esisteva nulla di simile in giro, il nome fu subito brevettato.

Il problema era che, incredibile ma vero, non sembravano esserci aziende interessate.

Solo la Adobe aveva intenzione di fare una proposta, ma la chiusura della trattativa non era imminente.

Fu così che le prime copie furono confezionate insieme ad uno scanner della Barneyscan, che con il software incluso, si chiamava Barneyscan XP.

L’interesse fu immediato e (per fortuna), il contratto in esclusiva con il produttore di scanner era di breve durata.

Altrimenti chissà come sarebbe stato il futuro del fotoritocco digitale…

John, forte del clamore suscitato, tornò di corsa all’Adobe e incontrò Russell Brown, il direttore artistico, che convinse i suoi superiori ad investire sul prodotto.

Prima versione di Photoshop

La cosa davvero singolare è che Photoshop non fu venduto commercialmente, ma distribuito solo tramite licenza (i diritti d’autore, vanno tutt’oggi alla famiglia Knoll).

Bene, abbiamo fatto una piccola premessa storica, ora entriamo più nel dettaglio nel mondo del fotoritocco.

Il fotoritocco in pratica

Per capire meglio le potenzialità del fotoritocco non c’è niente di meglio che mostrare qualche immagine esplicativa.

Vediamo quindi alcune dei principali parametri di regolazione delle immagini.

Temperatura

Come dice la parola stessa è un parametro che regola la “temperatura dell’ambiente”.

Regolare la temperatura di un'immagine

A seconda del soggetto della foto o delle condizioni climatiche che si vogliono simulare, si può scegliere di dare all’immagine un tono più freddo o un tono più caldo.

Esposizione

L’esposizione è la quantità di luce che entra nell’obiettivo della normale macchina fotografica.

Regolare l'esposizione di una fotografia

Più l’obiettivo rimane aperto, più luce entrerà al suo interno, rendendo l’immagine più chiara. Viceversa, meno tempo rimarrà aperto l’otturatore e più difficilmente la luce riuscirà ad illuminare il soggetto.

Contrasto

Il contrasto è strettamente legato alla luminosità dell’immagine e si può definire come il rapporto tra il valore più alto (punto più luminoso) e il valore più basso (punto più scuro).

Aumentare il contrato di una fotografia

Nella percezione visiva del “mondo reale” il contrasto è determinato dalla differenza tra colore e luminosità di un soggetto rispetto ad un altro, visti sul medesimo sfondo.

Sharpen

È un parametro che agisce sui dettagli di una foto. Spesso infatti, quando si ingrandisce una fotografia scattata mentre non si è perfettamente fermi, si nota che i bordi delle figure non sono perfettamente nitidi.

Lo strumento sharpen migliora i bordi di un'immagine

Per correggere queste leggere sfocature si utilizza lo strumento sharpen che, in pratica, aumenta il contrasto tra i bordi, aggiungendo punti di luce e punti di ombra nelle loro immediate vicinanze.

Saturazione

Con la saturazione si interviene sull’intensità del colore di un’immagine.

Regolare il livello di saturazione dei colori

Più l’immagine è satura e più i colori saranno accesi mentre, se il livello di saturazione arriva allo zero si otterrà un’immagine in scala di grigio.

Highlights

Nel fotoritocco si può anche intervenire con parametri che vanno bene solo per determinati tipi di immagini.
Con i punti luce ad esempio si può aggiungere luminosità alle “zone più luminose” di una fotografia.

Enfatizzare gli highlight di una foto

Si presta quindi molto bene per mettere in risalto elementi come il cielo, i riflessi solari ecc.

Tinta

Col fotoritocco digitale si può modificare il colore di un soggetto, oltre che all’intera composizione.

Cambiare la tinta cromatica a una immagine

Si può intervenire in contemporanea su tutte le tinte simili di un’immagine, oppure si possono virare solo determinate aree.

E molto altro…

Esistono decine di altri parametri che si possono manipolare, ma per ovvi motivi non possiamo elencarli tutti.

Vediamo invece qualche altro esempio di applicazione reale di fotoritocco con immagini che abbiamo trovato sulla rete.

Fotoritocco di un viso

Nel caso di questa immagine, la figura non è stato alterata, ma la combinazione degli strumenti di regolazione è servita per rendere il soggetto più luminoso e vivo, soprattutto nella zona dello sguardo.

migliorare la qualità di un'immagine

In questo esempio invece la bambina era in controluce e quindi risultava scura. I contrasti erano poco nitidi e l’immagine aveva in generale un aspetto “spento”.

Intervenendo sulla zona del soggetto è stato possibile metterlo in evidenza e accentuare la saturazione dei colori rispetto allo sfondo.

In più è stato dato un tono caldo all’immagine e, con un po’ di fotoritocco aggiuntivo è stato manipolato lo sfondo per aumentare il volume degli alberi in lontananza.

Ma con il fotoritocco ci si può spingere molto oltre…

Composizione con fotoritocco

Ecco un’immagine completamente stravolta. Partendo da un soggetto fotografato in studio è stata costruita un’ambientazione totalmente inventata.

La donna è stata inserita omogeneamente con l’ambiente circostante e la regolazione dei colori ha dato credibilità (anche se con un tocco decisamente fantasy) all’intera scena.

Una dei campi in cui il fotoritocco digitale viene più spesso utilizzato è sicuramente la correzione dei difetti fisici.

È praticamente impossibile trovare immagini stampate su riviste, quotidiani e libri che non siano state ritoccate (le star del cinema ne sanno sicuramente qualcosa).

Tutti vogliono apparire più snelli, senza brufoli e magari con più addominali scolpiti.

fotoritocco di corpi maschili e femmilini

Ecco invece un altro classico esempio di come si può trasformare la pelle di una persona e modificare la colorazione degli occhi.

Con un pizzico di creatività in più, si possono raggiungere risultati surreali.

distorsione immagine

Basta aggiungere, oltre alle classiche regolazioni di colori e contrasti, anche effetti deformanti.

Facendo un passo ancora oltre si possono creare delle vie di mezzo tra fotografia e illustrazione, come in questo esempio di Rodney Pike.

da fotografia a illustrazione

Come puoi intuire potremmo andare avanti all’infinito ad analizzare immagini elaborate con i software di fotoritocco.

Per ora ci fermiamo qui, ma se vuoi dare un’occhiata ad altro materiale, ti invito a dare un’occhiata ai risultati che si possono ottenere con l’utilizzo di un programma professionale come Photoshop.

In questo articolo troverai una galleria dei lavori di fotoritocco che ha realizzato Claudia, l’insegnante del corso dedicato.

Conclusione

Con questo articolo abbiamo voluto farti capire meglio le potenzialità delle tecniche di fotoritocco e di come si possono utilizzare nella vita di tutti i giorni.

  • Hai un sito web, ma non sei in grado di produrre del materiale soddisfacente?
  • Sei un fotografo amatoriale che raccoglie le sue immagini in un blog?
  • Sei il proprietario di un’azienda che deve preparare il materiale fotografico per il nuovo catalogo?

Conoscere le basi del fotoritocco può fare la differenza tra mostrare al tuo pubblico fotografie “ordinarie” o rendere più attrattivi i prodotti e servizi che offri con immagini più accattivanti.

Se vuoi iniziare ad apprendere la materia guarda l’introduzione del corso di Photoshop dove elenchiamo tutte le funzioni che vengono insegnate.

Buon fotoritocco a tutti!

Se hai un dubbio o una domanda, scrivila nei commenti qui sotto.
Ti risponderemo in brevissimo tempo!

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